Quando a raccontarci siamo state noi

L’intervista di Mission Matrix dedicata a The deep NEsT

Con The deep NEsT siamo abituate soprattutto ad ascoltare. Incontriamo persone, accogliamo frammenti delle loro vite e proviamo a creare uno spazio sicuro nel quale possano raccontarsi liberamente, senza giudizio.

Nell’intervista realizzata da Mission Matrix, invece, a raccontarci siamo state noi.

Insieme a Natascia Bandecchi ho avuto l’occasione di parlare della nascita di The deep NEsT, delle motivazioni che ci hanno spinte a dare forma a questo progetto e del desiderio che ancora oggi lo accompagna: avvicinare le persone attraverso le storie, creando conoscenza, empatia e consapevolezza intorno alle molte forme della diversità.

È stata una delle prime interviste che mi sono state fatte su questo tema. Ricordo l’esperienza con piacere, forse anche perché mi ha permesso di osservare il progetto da una prospettiva diversa. Quando si lavora a qualcosa in cui si crede profondamente, si è spesso immerse nel fare: si organizzano gli incontri, si preparano le domande, si ascolta, si filma, si costruisce il racconto. Fermarsi per spiegare da dove tutto ha avuto origine significa, in qualche modo, tornare al suo cuore.

The deep NEsT è nato proprio dall’importanza che attribuiamo all’ascolto. Dalla convinzione che riconoscersi anche soltanto in un frammento della storia di un’altra persona possa farci sentire meno sole e soli, parte di qualcosa di più ampio. Il progetto vuole dare spazio a esperienze che non sempre trovano luoghi in cui essere raccontate e contribuire, attraverso le testimonianze, a generare vicinanza e dialogo. Come diciamo spesso: la diversità è il nostro punto di partenza; l’arrivo lo scopriamo insieme.

Sono grata a Mission Matrix per aver scelto di dedicare una puntata al nostro lavoro. Parlare di un progetto significa anche aiutarlo a viaggiare, permettergli di incontrare nuovi sguardi e, forse, raggiungere proprio chi aveva bisogno di trovarlo.

A distanza di tempo, rivedere questa intervista è come ritornare all’inizio del percorso: alle intenzioni, all’entusiasmo e alle domande da cui tutto è cominciato. Alcune risposte sono cambiate, altre continuano ad accompagnarci. Il desiderio di ascoltare, invece, è rimasto lo stesso.



Indietro
Indietro

Imparare a guardare la luce